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sabato, 30 luglio 2005 Mutewinter is dead
Elaborato con spietata lucidità da giovedì, 28 luglio 2005 La spia che amava MutewinterAhimé, Mutewinter è schiattato, passato a miglior vita, ha tirato le cuoia, insomma. Il caldo e i complimenti di Camilla alla fine hanno avuto ragione di lui e il poveraccio si è sciolto in una pozza di cioccolata all'arancio (suo gusto gelatoso preferito di quest'ultima tragica estate della sua vita). Aspirando tuttavia egli a divenire il blogger definitivo, prima di dipartire ha programmato un'intelligenza (?) artificiale con la sua personalità (?) e i suoi ricordi affinché continuasse a lasciare commenti e post random nel blog in modo da non far calare gli accessi. Onoriamo un vero blogger. Per il suo funerale, Mute non vuole fiori ma un coro delle sue fan più appassionate che gli canti: "Nobody does it better
Immagine: © Jean Sol Partre Elaborato con spietata lucidità da Una scimmia in paradisoNon ho mai visto Potsdammer Strasse così distorta. E' costellata quasi interamente di macerie. Una massa scura, enorme, viene giù rombando in direzione della Cancelleria.
Quando un cannone da 88 spara risucchia letteralmente l'aria intorno a sé. E' come una sospensione momentanea dello spazio-tempo. Moltiplicate questo tipo di sospensione per mille, diecimila, un milione di volte e avrete un danno permanente della cosiddetta "fabbrica spaziotemporale", come amano chiamarla gli scrittori di fantascienza. Mi ritrovo mezzo sepolto a sputare terra. "C'è una breccia nel Muro", dice Kyle osservando un rilevatore portatile che sembra non essersi neppure graffiato nell'esplosione. Ci sono decine di brecce, penso, e il pensiero mi fa inorridire. Da quando quell'enorme muro bianco cinge la parte est di Berlino, nessuno sa cosa c'è al di là. Persino i satelliti sono inutili. Gli aerei si limitano a svanire. Forse adesso lo sapremo... Elaborato con spietata lucidità da mercoledì, 27 luglio 2005 Splinder dà numeri e anche gli ideogrammi
Questa è una comunicazione di servizio: Splinder sta malfunzionando alla grande e non fa vedere i commenti. Non so se la cosa succeda solo sul mio blog ma mi pare di aver visto lo stesso fenomeno anche da altre parti. Per cui abbiate fiducia che i vostri commenti non sono stati cancellati o fagocitati ma stanno sempre lì. Speriamo che il problema venga risolto al più presto. Saluti e baci. P.S. Lo stesso vale per gli strani caratteri cinesi che vedete apparire al posto delle lettere accentate. Aggiornamento: grazie a Brezza abbiamo appurato che cancellando i file della cache di Explorer (andare in strumenti, poi opzioni internet, poi elimina file) è possibile vedere i commenti. E' già qualcosa. Stiamo lavorando per capirci qualcosa di più. Aggiornamento: Ivan suggerisce di usare Elaborato con spietata lucidità da Quello che non soLo sai che posso solo stare ad ascoltarti mentre mi parli di morte. Sai che posso solo annuire e dirti di sì. Sai che scriverò qualche parola inutile qui dove non la puoi leggere. Sai che sono un ipocrita e che continuerò la mia vita anche se tu non dovessi esserci più.
Un giorno qualcuno mi dovrà pur dire dove vanno a finire tutti questi rimpianti e questi rimorsi, dove vanno i nostri sogni e quelle altre stronzate. Dove vanno quelle cose che tu chiami ragazzate. Io non lo so e ci rimarrò invischiato finché campo. Tu lo sai e pensi soltanto a farla finita. Io non so e tu lo sai. E' questa la differenza. Elaborato con spietata lucidità da martedì, 26 luglio 2005 Cronache locali
Fatto questo preambolo, vorrei segnalare una situazione che si è venuta a creare a Torino e che a mio parere non a nulla ha che vedere con gli ideali politici quanto con la giustizia in senso oggettivo. Il 18 giugno scorso si è tenuta nella nostra città una manifestazione antifascista in solidarietà con alcuni ragazzi accoltellati davanti al centro sociale Barocchio da esponenti dell'estrema destra. I ragazzi erano (sono) anarchici, ma questo mi pare poco rilevante. Erano persone che si facevano i fatti loro e sono state attaccate senza provocazione. A uno è stata tranciata con una coltellata un’arteria del braccio, l’altro è finito in prognosi riservata, con intervento d’urgenza per ricucire una coltellata al diaframma… Era chiaro l'intento di uccidere. La manifestazione (che si era svolta fino a quel momento in modo pacifico) è stata il pretesto per una carica di polizia, per lo sgombero di una palazzina occupata e infine per l'arresto di diverse persone legate al movimento di protesta contro il TAV che avevano organizzato la manifestazione. Giovedi si terrà un corteo (speriamo, questa volta, senza ulteriori provocazioni da parte delle forze dell'ordine) per chiedere la scarcerazione degli arrestati, o per lo meno sensibilizzare l'informazione locale e nazionale sul problema, visto che come al solito tutte le notizie in merito sono passate in sordina (in questo caso, essendo l'aggressione assolutamente ingiustificata, era difficile demonizzare i soliti anarchici, quindi si è preferito semplicemente tacere). Chiunque sia interessato a venire al corteo, può trovarsi ai Giardini Reali alle 19,30 giovedì sera, oppure scrivermi in privato, così si va insieme. Per informazioni: http://www.ecn.org/blackout/ Elaborato con spietata lucidità da lunedì, 25 luglio 2005 Dunque c'è questa catena...... che l'hanno chiamata "la catena blogsessuale di sant'antonio". L'ha chiamata lei così. Che mi ha pure nominato poi. Credo vogliano vendicarsi di quando ho parlato male di loro. Io in questo periodo c'ho problemi. La vecchia che vive nell'appartamento accanto, prima di tutto. Poi i soldi che non bastano mai. Poi altre cose che non ve le vengo certo a dire a voi... Ah, e il caldo. Il caldo è il peggiore dei miei problemi (dopo la vecchia). Così non so se ringraziare Blogobserver o preoccuparmi ancora di più. Perché ho letto nel loro post immediatamente successivo a quello in cui mi nominano, che poi pretendono anche delle risposte intelligenti. Ma non solo intelligenti. Anche ironiche, divertenti, e un altro aggettivo che non so inserire ma dovrei per la regola dei tre aggettivi. E se si aspettano delle risposte intelligenti non sono risposte intelligenti qualsiasi. Tenete conto che Goljadkin è stato recensito persino dalla rivista Duellanti (ex Duel) e Camilla_lo... be' Camilla... sbav sbav.... Da un punto di vista beahaviorista sarei tentato dunque di fare dotte dissertazioni sui comportamenti dei blogger di fronte alle catene, ma Goljadkin avverte di non diventare troppo serioso. Ora, io non sono serio, ma paranoico sì, e a volte le due cose si potrebbero confondere (che poi, a proposito, ma Blogdiscount ha chiuso davvero? Io spero di sì, così posso usare il loro ultimo post come discarica per i miei commenti più idioti...) e comunque... cosa volevo dire? Ah sì, che non posso essere troppo serioso. Del resto loro si aspettano che nella catena io riveli tutte le mie tresche blogsessuali, ma col cavolo che li accontento, sennò domani mattina c'ho la folla inferocità sotto casa (non è vero... ma fa figo dirlo). Tuttavia, alla fine, in fondo in fondo, tutto considerato, io ci provo lo stesso, perché sono orgoglioso di essere stato nominato per una catena da persone così tanto importanti che poi mi inseriranno pure in un albero della catena e forse in strane statistiche che stanno compilando per comprendere il mondo della blogosfera (cioè per perdere in modo assolutamente inutile il loro e il nostro tempo). Ma tant'è... cosa guardi per prima cosa in un blogger: la foto, il modo in cui scrive o se ha i feed rss? Gli antipixel. Decisamente gli antipixel. Se ne ha qualcuno di interessante, poi, glielo copio. a quale blogstar concederesti dei favori sessuali pur di essere linkato?
Ehr... Io concederei i miei favori sessuali a chiunque, sono loro che non li vogliono... Riformulate la domanda, prego. quale blogger inviteresti a casa tua per mostrargli la collezione di farfalle, e quale chiuderesti nella cassettina delle farfalle e butteresti la chiave? Ah ah ah, la risposta a questa domanda è sin troppo scontata: naturalmente inviterei Camilla e chiuderei Goljadkin ;-) fai una proposta che non avevi mai avuto il coraggio di fare al blogger di cui sei segretamente innamorato. Sophieeeeeeee! Questi vogliono che io scopra gli altarini e allora accontentiamoli! Andiamo a fare sesso selvaggio nella villa del Militante!!! a chi passi l'ingrato compito? Direi alle tre persone più lontane dall'idea di blogstar che io conosca: Militante, Forlivese e Animadigomma (notate quanto abilmente io abbia rispettato la par condicio...)
P.S. Nella foto, Camilla in bikini (giusto per capire cosa guardo veramente in una blogger...) PP.SS. Per chi non se ne fosse accorto, ho scritto roba nuova su Les Films De Ma Vie e Raccisblog (un po' di pubblicità gratuita). Elaborato con spietata lucidità da domenica, 24 luglio 2005 Come home Mutebird
Il caldo sta concedendo una tregua: Weatherpixie nella sua incarnazione più dark indossa top nero con maniche di pizzo trasparenti, gonna viola, anfibi e mi dice che ci sono 23° con un'umidità del 53,3 %. Io sto in pantaloncini e maglietta ma mi pare ci sia qualche grado in più. Dopo una settimana passata a discutere con persone vere, ricominciare a dialogare del tempo con un computer mi sembra un po' stupido... Do un'occhiata a eMule che ha lavorato alacremente mentre ero via (una volta tanto niente porno, ma la filmografia completa di Francois Truffaut e qualche inedito di Jodorowski). Almeno questo pomeriggio so cosa fare. Vado a mangiare qualcosa, poi si ricomincia... P.S. Questa settimana ho conosciuto: Marina, Cameraobscura, Ennio, Mia. Mi spiace di non essere riuscito a fare altrettanto con Rob (però ce l'avevamo quasi fatta, mannagg...), Tuttaperme (si è laureata, complimenti!!!), Eternitamancate (c'aveva da studià...), Engram (colpa mia) e Cornersoul (non ti sei fatto vivo, bastardo! :-P). Elaborato con spietata lucidità da venerdì, 15 luglio 2005 Sakura
"Sakura means/ your beauty/ will vanish/ like love/ vanishes" Haiku
La tua voce. Era quello che più mi piaceva di te. Non posso descrivere la tua voce, gli aggettivi che potrei usare sono scontati. Era... buffa. Come quella di una bambina, ma di una bambina che ha visto troppe cose. E faceva paura, anche. Leggo. Leggo sempre questo libro, quando viaggio. E sono sempre in viaggio. Sono in viaggio da un mucchio di tempo. Sollevo la tendina di plastica dell'oblò pressurizzato, guardo fuori. Una luce di posizione lampeggia sull'ala. Conto. Uno, due, tre, la luce si accende. Si spegne. Un batuffolo di vapore si impiglia sull'ala, poi la luce si riaccende e lo dissolve. Le tue labbra si inarcano, strette, come se provassi una fitta improvvisa di dolore. Una stella lontana, probabilmente un satellite, fa da eco alla luce rossa e lampeggiante. Tra un'ora passeranno le hostess con i carrelli della colazione. Tazzine di plastica con dentro caffè di plastica, bollente. Brioches di plastica avvolte nella plastica. La tua pelle di plastica, bianca. Stanno ancora dando lo stesso film. Cerco di seguirlo, ma non riesco a collegare le immagini. Una donna bacia un uomo. Fin qui capisco. Ora un uomo spara a un altro uomo. Poi delle macchine corrono su una strada, di notte. Adesso non capisco più. Ci sono questi fari che illuminano la strada, la striscia di mezzeria, come si dice nel manuale della scuola guida. Appoggio la fronte contro il finestrino, freddo. Guardo fuori. Dopo dieci, quindici minuti, noto una striscia rosa sottilissima, appena visibile, sull'orizzonte. E' tutto buio, tranne quella striscia che dice che l'alba arriverà. Non so dove sono. Domani notte, forse, dormirò in un letto che non si muove a novecento chilometri all'ora, a ottomila metri di altezza. E la mattina dopo, forse, mi sveglierò sapendo dove sono. Ora non lo so. Sono sospeso su una massa di nubi nere, e scivolo verso un orizzonte ambrato. Sopra di me, gli occhi dei satelliti vigilano sulla mia strada. Qui è quasi l’alba di domenica. Dove sei tu è ancora sabato sera. Persino il nostro tempo è diverso, ora. Stai ballando, le tue labbra si inarcano come in una smorfia di dolore. Ma è piacere. Tutti gli occhi sono puntati su di te. La canzone è brutale e martellante. "Tutte le droghe del mondo non potranno salvarci da noi stessi," dice. Inserita nella tasca del sedile davanti a me c'è una rivista della linea aerea. Non la prendo. Vorrei leggere qualcosa di diverso da questo libro che leggo sempre, ma non la prendo. So che ti troverei lì. Così non la prendo. L'aereo scivola aggraziato, ora è un po' più chiaro. Penso a come sarai diversa ora che hai ottenuto quello che volevi. Io sono sempre il solito vecchio uomo triste. Basterebbe prendere la rivista e saprei quanto sei cambiata. Ma nella rivista la tua voce non c'è. Il tipo accanto a me, un orientale tarchiato, si agita nel sonno, poi si sveglia, borbotta qualcosa e mi fa un sorriso di circostanza. Si guarda intorno, sicuramente si chiede come mai non portino ancora la colazione. Imbronciato, tira fuori un libro dalla borsa, si mette a leggere. Distolgo lo sguardo, rapido. Non voglio vedere il titolo del libro, non voglio correre il rischio che ci sia il tuo nome, sopra al titolo. Guardo il giorno che si avvicina, penso a quel vecchio video dei Foo Fighters. Lui e lei sono divisi da un vetro, e non c'è nulla che possano fare per riuscire a toccarsi. Possono vedersi ma non toccarsi. Vorrei... toccarti. Vorrei allungare la mia mano e stringere la tua. Ora sei famosa. E io sono un fuscello che vola via, sulle ali del vento, a novecento chilometri orari di velocità, a ottomila metri di altitudine. Qualcuno dice qualcosa. Mi volto di scatto e per poco non faccio rovesciare all'hostess il caffè di plastica bollente sull'orientale tarchiato. Rido dentro di me, pensando alla scena. L'orientale e l'hostess, all'unisono, mi scoccano un'occhiataccia. Tu hai i capelli neri e spettinati, incollati alla fronte dal sudore, dalle lacrime e dagli schizzi di vomito. Sudi, ogni tanto il tuo corpo è scosso da un nuovo conato. Dove sono io, adesso che hai bisogno di me? Scivolo, oltre la curvatura del mondo, per non farmi più vedere, come se giocassimo a nascondino. Come in quel video dei Foo Fighters. Tu eri bella come la modella del video, forse di più. Sei sempre stata troppo bella per me. E' che non so valutare bene le mie forze, non ho mai saputo farlo. Ho sempre combattuto battaglie che non potevo vincere. E l'amore non ha mai salvato nessuno. Mai. In diecimila anni di storia umana, neanche uno. Il cielo è in fiamme ora, le nuvole hanno preso fuoco. Scendiamo, otto, sette, cinquemila metri, poi sempre più giù, in centri concentrici. L'oceano è uno specchio d'argento fuso. Si sono svegliati tutti, ed è come assistere al risveglio di un accampamento popolato da strani nomadi senza nessuna identità. I bambini piangono, le madri vanno e vengono dalle toilettes, gli uomini si aggirano nervosi e si contendono i posti nello spazio fumatori. Io resto abbandonato nel mio sedile, da otto ore non mi alzo. Ho i sudori freddi, la testa mi scoppia, le orecchie ronzano. Tu ti addormenti, finalmente. Le lacrime, il sudore, il vomito, si sono rappresi in piccole macchie sul tuo viso, anche se hai cercato di spazzarli via con l'acqua gelata. Le tue mani si contraggono nel sonno, afferrando il vuoto. Stringo con forza i braccioli del sedile mentre scendiamo giù a capofitto attraverso i sette piani di un grattacielo cumuliforme. Quando ero piccolo pensavo che sopra alle nubi ci si potesse camminare, che ci fosse un regno fantastico. Anche adesso lo credo. Poi è la terra, strade, corsi d'acqua, colline, e poi, finalmente, case. Dormi nel letto di casa tua, o di qualche altra casa, in qualche parte del mondo. Case. L'uomo del traffico aereo ci vede passare e fa un saluto, il pilota ricambia, poi posa la pancia del mostro sulla pista e tutto finisce in un istante turbinoso di freni e pneumatici spinti al massimo. Sulla pista, aspettando l'autobus dell'aeroporto, sento l'umidità e il calore alzarsi per prendermi alla gola e li accolgo di buon grado. Salgo sul mezzo, scendo al terminale, attraverso chilometri di corridoi grigi e tirati a lucido come enormi specchi tridimensionali, esco, il mondo nuovo mi inghiotte e io sparisco in lui. Non esisti più. Elaborato con spietata lucidità da mercoledì, 13 luglio 2005 No commentA quanto pare, si è suicidato davvero (immettere il nome Ciro Milani nel motore di ricerca del sito per trovare gli articoli riguardanti). Elaborato con spietata lucidità da |